ANISA: AMICA O NEMICA? VIVERLA O FUGGIRE?

    ansia amica nemica

     

    Oggi sono qui per raccontare dell'ansia. Utilizzo il termine racconto perché questa è amica di tutti, la si conosce bene, è quella che ha accompagnato tante e tanti nelle tante prime volte: il primo giorno di scuola, il primo esame, l'uscita con il fidanzato o la fidanzata, le interrogazioni, etc… insomma, in tutti i momenti importanti lei c'era! Proprio come un'amica! Ed è proprio per lei che oggi sono qui, per donarle una visione diversa ovvero quella di amica!

    Cos'è l'ansia? 
    È un'emozione al pari di tutte le altre, non è negativa. Non ci sono emozioni positive o negative, esistono semplicemente emozioni, ma il modo in cui noi le usiamo possono dare una connotazione di funzionalità o di disfunzionalità.
    L'ansia è una normale reazione umana che tutti sperimentiamo, è legata al sistema di difesa chiamato "attacco-fuga" che si attiva in caso di pericolo reale, ma, a volte, a fronte della sola percezione immaginaria di un pericolo.

    Dobbiamo differenziarla dalla cugina paura. La paura ha un oggetto specifico ed è collocata nel presente, l'ansia è una paura priva di oggetto, collocata nel futuro e fa riferimento a un qualcosa che ancora non è successo e che probabilmente non accadrà.

    I disturbi d'ansia si differenziano per il fatto che il fattore scatenante non è reale ma immaginario.
    I disturbi d'ansia possono causare un disagio così importante e significativo da interferire con la capacità della persona di condurre una vita normale. A volte, il disturbo d'ansia è così grave da essere un disturbo totalizzante, travolgente e paralizzante, da condizionare significativamente le scelte più semplici della vita quotidiana e comportare un dispendio enorme di energia mentale.
    Ci sono diversi tipi di disturbi d'ansia:
    • Disturbo di panico. Le persone con questa condizione hanno sentimenti di terrore che colpiscono improvvisamente e ripetutamente, apparentemente senza preavviso. Ai sentimenti di terrore in un attacco di panico si sommano altri sintomi, quali: sudorazione, dolore al petto, palpitazioni (insolitamente forti o battito cardiaco irregolare) e una sensazione di soffocamento che può spaventare a tal punto la persona da avere la sensazione di stare impazzendo o di essere al di fuori della realtà (depersonalizzazione).
    • Ansia sociale o fobia sociale. Le persone che soffrono di questo disturbo sono fortemente preoccupate nelle situazioni che prevedono l'interazione con gli altri, nelle situazioni in cui devono esporsi rivelando qualcosa di sé ed entrare in intimità (esprimere idee, dissenso, rivelare sentimenti o fare confidenze); ciò accade soprattutto nei grandi gruppi, con persone sconosciute o che rivestono un ruolo autorevole. La preoccupazione spesso è incentrata sulla paura di essere giudicati dagli altri o di comportarsi in un modo che potrebbe causare imbarazzo agli altri o di poter essere ridicolizzati.
    • Fobia specifica. Si tratta di un'intensa paura nei confronti di un oggetto specifico o una situazione (come i serpenti, gli spazi aperti, la folla, l'altezza o il volare). Il livello di paura è di solito inadeguato alla situazione e può causare alla persona dei limiti poiché tenderà a evitare tutte quelle situazioni che sono fonte di disagio, arrivando sempre più a restringere la propria zona confort o il proprio raggio di azione.
    • Ansia generalizzata. Questo disturbo comporta un'eccessiva tensione e preoccupazione irrealistica senza che vi sia apparentemente una causa o un fattore esterno scatenante; in realtà lo stimolo ansiogeno deriva da interpretazione erronea della realtà, ovvero i pensieri e i ragionamenti, a volte cosi inconsci e sottili, non sempre appaiono cosi chiaramente.

    I sintomi sono fisiologici, emotivi e cognitivi ma variano a seconda del tipo di disturbo d'ansia.
    In generale, i sintomi più comuni includono:
    sentimenti di panico, paura e inquietudine;
    problemi di sonno;
    mani e/o piedi freddi o sudati;
    mancanza di respiro;
    palpitazioni;
    incapacità a mantenere la calma;
    bocca asciutta;
    intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi;
    nausea;
    tensione muscolare;
    vertigini;
    sensazione di soffocamento o fame d'aria;
    sensazione di irrealtà o di impazzire.

    Qual'è la causa dei disturbi d'ansia?
    L'esatta causa dei disturbi d'ansia non è univoca per tutte le persone; sono dovuti ad un a insieme di fattori: il temperamento, le esperienze di vita, gli stress ambientali, l'educazione e la predisposizione genetica.

    Come gestire l'ansia?
    In molti casi. la sola psicoterapia può essere un valido aiuto nella gestione dell'ansia, in casi più gravi è importante una collaborazione di equipe che può prevedere l'assunzione di farmaci.
    Parlo di gestione e non di eliminazione totale dell'ansia perché, come detto precedentemente, l'ansia è un'emozione ed è di vitale importanza per noi esseri umani: aiuta ad impegnarci di più, in caso di esami ad esempio, a fare più attenzione in situazioni nuove o di pericolo, ci fa avvertire le famose farfalle nello stomaco quando siamo innamorati.

    E allora l'ansia quando inizia ad essere un problema? Quando bisogna ricorrere ad uno specialista?
    Quando non mi permette più di fare le cose che facevo prima, quando è invalidante per la mia qualità di vita, quando mi blocca piuttosto che spronare a fare.
    L'ansia arriva in tre macro situazioni oltre quelle funzionali di cui sopra abbiamo parlato:
    quando devo prendere una decisione e non lo faccio;
    quando faccio le cose per compiacere gli altri contro la mia volontà;
    quando sono insoddisfatto della vita che conduco.

    Insomma, l'ansia viene sempre per dirci qualcosa e solo quando avremo il coraggio di invitarla a prendere un tè e ascoltare cosa vuole da noi, allora questa diventerà la migliore amica di sempre, ma se si continua a eliminarla o ad anestetizzarla otterremo da lei solo e soltanto capricci e dispetti perché lei troverà comunque un modo per farsi notare e spesso lo farà in modo invasivo e sgradevole.
    È bene ricordare che ci si libera di qualcosa solo attraversandola, non evitandola.
    Dunque se vi siete rivisti in questo racconto è bene chiedere aiuto a un esperto.

    indietro