GENITORI PULITORI

    genitori pulitori

     

    Parto dal presupposto che ogni genitore cerca di fare del proprio meglio, a volte però questo meglio non è “il meglio per quel figlio”.
    Spesso la frase “io sarò un genitore diverso da mio padre/mia madre” è il punto di inizio del “genitore perfetto”.
    Si diventa così genitori iperprotettivi o come preferisco chiamarli io “pulitori”.
    Si, “pulitori” come i piccoli pesci d’acquario che impegnano il loro tempo a eliminare ciò che essi reputano “sporco”. Allo stesso modo questa tipologia di genitore si pre-occupa di ripulire ogni cosa che si trova sulla strada dei propri figli, così che nulla possa minacciare la propria autostima, dimenticandosi che è proprio l’incontro ravvicinato con le piccole frustrazioni del quotidiano che aiuta il bambino a “reggere” e a sperimentarsi e a immaginare in modo creativo nuovi modi di fare.
    La tendenza a evitare e prevenire qualsiasi difficoltà ai propri figli si sta spargendo come una macchia d’olio: sempre più madri e padri sono impreparati ad affrontare gli insuccessi dei propri figli e allora la soluzione più facile ed immediata è quella di dire “sempre di si”, spianare e ri-pulire la strada.  Pian piano i genitori decidono di rinunciare alla loro funzione educativa cercando di rendere il tutto accessibile al figlio. “La colpa” dell’insuccesso viene sempre più data alla scuola.
    Lasciate che i bambini trovino il loro modo di stare al mondo, lasciate che le loro ginocchia possano avere un contatto diretto con la bici e la strada.
    Guardateli da lontano e aspettate che siano loro a chiedervi aiuto, in questo modo darete a loro la responsabilità di chiedere e non si sentiranno incapaci a priori. Conoscere e fare esperienza della frustrazione è fondamentale per la crescita del bambino, se fate crescere vostro figlio nella bambagia che adulto responsabile sarà? Come potrà sopportare la frustrazione di un colloquio di lavoro andato male o come reagirà alla fine di una relazione affettiva?

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