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    Noi e i fili della ragnatela familiare

     

    Di generazione in generazione!
    È interessante pensare alla vita come se fosse un romanzo, la vita di ognuno è un romanzo.
    Viviamo tutti in una specie di ragnatela invisibile della quale siamo noi e chi ci circonda gli autori artefici di questa.
    Siamo in realtà meno liberi di quanto crediamo. Possiamo riconquistare la nostra libertà e svincolarci dalla ripetizione “capendo” ciò che accade, afferrando i fili della ragnatela nel contesto nel quale essi si trovano e in tutta la loro complessità e decidere, dopo aver immaginato, di fare qualcosa di diverso.
    Possiamo così vivere la nostra vita, non quella dei nostri genitori, dei nonni, o ancora di un fratello o sorella morto che rimpiazziamo consapevolmente o no.
    Questi sono dei complessi legami, che si possono vedere, sentire, intuire solo in parte ma in linea generale sono i non detti, non se ne parla!
    Vengono vissuti nell’indicibile, nell’impensabile, nel non detto e nel segreto, ma vengono vissuti!! E come se vengono vissuti!
    Che la nostra vita sia l’espressione del nostro autentico essere è il compito della psicoterapia e della formazione.
    Dopo essersi smascherato e compreso lui stesso, lo psicoterapeuta è pronto per capire, ascoltare, vedere, seguire, sentire ed immaginare l’altro.
    Così si manifesta l’invisibile: il dolore, una malattia, il silenzio, il linguaggio del corpo, il fallimento, un atto mancato, la coazione, le disgrazie, la sofferenza, le paure, le difficoltà esistenziali del suo cliente.
    Avvalendosi di tutto il suo “sapere” il terapeuta cerca di essere intermediario tra l’io e il me del cliente, cosa voglio e cosa non voglio, mi piace e non mi piace.
    Già Freud ha portato alla scoperta questo “buco nero” che ciascuno porta dentro sé come il proprio non detto o non espresso.
    Jung continua l’opera di Freud mettendo in evidenza quello che ha chiamato “inconscio collettivo”. È quest’ultimo che ci influenza, un inconscio che si trasmette di generazione in generazione, nella società, e che accumula le esperienze umane. È innato e dunque esiste a prescindere da qualsiasi rimozione ed esperienza personale.
    L’individuo è un’entità biologica e psicologica le cui reazioni sono determinate tanto dalla propria psicologia quanto dalle regole del sistema familiare.
    L’essenziale delle regole è dato per acquisito e va da sé nella nostra famiglia; dunque non viene spiegato.
    Il mito familiare diventa manifesto attraverso il nostro comportamento.
    Questi riti formano un insieme, una sorta di tutto, di Gestalt relazionale che è strutturata inconsciamente e che coinvolge tutti i membri della famiglia.
    Ciascuna famiglia determina il contributo dei suoi appartenenti ai conti familiari. Questo codice personale definisce l’elenco dei meriti, dei vantaggi, degli impegni, e della responsabilità.
    Insomma, quanto realmente si è liberi? E tu sei pronto a ri-prenderti la tua vita ed uscire dal copione familiare?

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